Che cos'è il C.F.P.A. | Centro per la Fruizione del Patrimonio Archeologico dell'Oltrepo' Mantovano

 

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Il Centro per la Fruizione del Patrimonio Archeologico dell'Oltrepo' Mantovano:

Il C.F.P.A. è ubicato nel Comune di Quingentole, Provincia di Mantova, all’interno di un’importante zona archeologica vincolata con decreto legislativo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia del 17 marzo 1997.

Il sito è interessato dalla presenza di un oratorio settecentesco e dai resti di una villa di età romana e di due chiese medievali indagate archeologicamente negli anni ’90, poste su terreno di proprietà comunale.

Delle antiche strutture sono evidenziate le piante dei due edifici di culto all’interno dell’area comunale di pubblica fruizione; studi successivi hanno permesso la pubblicazione in diverse edizioni dei dati archeologici e storici.

Attualmente il sito è inserito all’interno di sistemi turistici e culturali, quali il Sistema Po Matilde e Po di Lombardia.

Nel 2009 è stato completato, grazie ad un contributo regionale (L. R. 39), un intervento di valorizzazione del sito che ha permesso ulteriori indagini archeologiche e la realizzazione di pannelli informativi.

SAP società archeologica srl con sede a Mantova ha individuato nell’immobile di origine rurale, ubicato all’interno del sito, un spazio ideale per realizzare attività di studio,  di ricerca e di promozione culturale e turistica.


Il C.F.P.A. scaturisce da un confronto d’idee tra differenti competenze, dalla necessità di riempire vuoti in settori culturali spesso considerati come una sorta di “zavorra economica” e dalla convinzione che possano esistere altre priorità per rilanciare lo sviluppo del proprio territorio. La valorizzazione del patrimonio storico architettonico ed ambientale non deve essere solamente finalizzata ad un miglioramento della qualità dei luoghi del vivere, ma essere trasformata in risorsa che permetta, essa stessa, il proprio autosostentamento.

Il turismo diventa lo strumento per trasformare il principio della “valorizzazione” in risorsa feconda, capace di produrre cultura e quindi benessere.

La ricchezza del patrimonio nazionale ha condizionato e condiziona aree marginali come l’Oltrepò mantovano e i territori limitrofi dell’area veneta ed emiliana, creando scetticismo o indifferenza di fronte alla possibilità di creare un indotto capace di trasformare in risorsa ciò che appartiene alla sfera locale.

La rilettura del Turismo in un’ottica più ampia, d’interazione tra professionalità nel campo dei beni culturali, operatori agricoli, artigiani, commercianti, permette di individuare nuove potenzialità al fine di rilanciare uno sviluppo economico sostenibile.

Ciò si rende concreto veicolando un fenomeno in generale espansione come il turismo verso realtà che, pur essendo meno eclatanti sotto il profilo “monumentale”, permettono un approccio particolare dal punto di vista conoscitivo, realtà in grado di produrre esperienze uniche, che vanno oltre la percezione passiva e coinvolgono attivamente, fino a trasformare l’azione del fruire in azione del costruire.

Ecco allora che dalla tensione per il turismo si distillano nuovi prodotti che reagiscono a vari livelli:

  1. Una maggiore sensibilizzazione al patrimonio locale: nel momento in cui il bene è risorsa concretamente attiva, cresce la necessità di investire su di esso, generando una biunivocità d’interessi.
  2. La creazione o il rilancio di professionalità: l’azione innovativa necessita di professionalità; al settore dei beni culturali manca soprattutto l’approccio pratico alla ricerca scientifica. Creare quest’opportunità contribuirebbe ad incrementare la sinergia tra Beni culturali, mondo del lavoro e realtà del territorio.
  3. Un indotto maggiore per i diversi operatori locali: l’affluenza turistica implica automaticamente il coinvolgimento di altri operatori che, in base alla loro capacità d’offerta, possono beneficiare dalle esigenze quotidiane del visitatore.

SAP Società Archeolgica

In attività da 15 anni, SAP si adopera a livello nazionale per soddisfare le esigenze di tutela e promozione espresse all'interno dell'universo dei beni culturali. Contando sull'esperienza di decine di archeologi e tecnici specializzati, adempie qualsiasi incarico al proprio interno e segue il processo di lavoro dalle fasi iniziali di ricerca ed indagine preventiva a quelle finali di divulgazione.

Formazione

Condividere l'archeologia con la gente costituisce da sempre una delle priorità di SAP. Per questo motivo, dove è possibile, essa cerca il coinvolgimento di scuole ed associazioni culturali locali negli interventi archeologici, permettendo la partecipazione di volontari allo scavo. Si adopera, inoltre, per la realizzazione di visite guidate, pannelli didattici, mostre e convegni.